La fine del liceo non rappresenta più solo una transizione simbolica verso l'età adulta, ma un punto di svolta segnato da incertezza economica e pressioni sociali. I giovani della Generazione Z si trovano di fronte a un complesso triangolo decisionale: proseguire gli studi, entrare prematuramente nel mondo del lavoro o dipendere economicamente dalla famiglia. Ecco un'istantanea del momento, supportata da dati ufficiali del 2026.
- Università: tra ambizione e pragmatismo finanziario. Sebbene l'istruzione superiore rimanga un obiettivo, la Romania si trova di fronte a un paradosso: abbiamo il tasso di abbandono scolastico più basso registrato di recente, ma anche il numero più basso di laureati nell'Unione Europea.
- Livello di istruzione: Attualmente solo il 22% dei giovani rumeni possiede una laurea , il che colloca il Paese all'ultimo posto nell'UE, dove la media strutturale supera il 36%.
- Motivazioni della scelta: il 43% dei giovani che decidono di non proseguire gli studi universitari o di abbandonarli cita il fatto che il programma di studi è troppo difficile o non soddisfa le loro aspettative professionali.
- Sostegno statale: per i giovani provenienti da contesti vulnerabili, https://www.edu.ro/comunicat_presa_94_2024_lista_intermediara_proiecte_primul_student_in_familie cerca di combattere le barriere finanziarie attraverso i sussidi europei.
- Vita studentesca e lavoro: un rapporto difficile in Romania. A differenza dei paesi occidentali, i giovani rumeni raramente scelgono di lavorare durante il primo anno di università, preferendo concentrarsi esclusivamente sugli studi o scoraggiati dalle basse offerte salariali.
- Tasso di occupazione studentesca: la Romania ha la percentuale più bassa di giovani che lavorano durante gli studi in tutta l'Unione Europea, pari solo al 2,4%, rispetto a una media europea di oltre il 25% (Fonte: Eurostat – Indagine sulla forza lavoro 2024/2026).
- Dipendenza dai genitori: la maggior parte degli studenti (oltre il 71%) rimane fuori dal mondo del lavoro durante gli studi, essendo sostenuta economicamente dalle famiglie. Questa tendenza è alimentata anche dal fatto che gli stipendi iniziali sono percepiti come troppo bassi per giustificare il tempo perso a causa delle lezioni (Fonte: Antena 3 CNN / Sociologo Dan Pietre – Analisi del mercato del lavoro 2026).
- Ostacoli all'assunzione: i giovani che cercano lavoro si scontrano con l'automazione delle posizioni di livello base e con il requisito dell'"esperienza" anche per i lavori di prima assunzione (Fonte: Studio Lugera & Makler – Mercato del lavoro 2025/2026).
Conclusione: Il laureato “prigioniero” tra due mondi
Analizzando i dati, osserviamo una Generazione Z che si sente costretta a scegliere tra un'università che non garantisce un successo immediato e un mercato del lavoro che non la accoglie a braccia aperte. Il risultato è un prolungamento dello stato di dipendenza: i giovani rimangono sotto l'ombrello finanziario dei genitori non necessariamente per convenienza, ma a causa di una lacuna strutturale.
Senza un'esperienza lavorativa precoce (come accade nei Paesi Bassi o in Danimarca, dove il 70% degli studenti lavora), i laureati rumeni escono dall'università con uno svantaggio competitivo. Pertanto, il sostegno finanziario dei genitori diventa una "stampella" necessaria, ma che può ritardare la maturazione professionale e la reale indipendenza della nuova generazione fino a circa 30 anni.
Articolo scritto da Mihai Marcel Ghinea.
