Da Netflix a Disney: l'intelligenza artificiale sul grande schermo
L'intelligenza artificiale generativa (GenAI) ha fatto irruzione nell'industria cinematografica. Solo poche settimane fa, Netflix ha rilasciato "L'Eternauta", un film con effetti speciali generati dall'intelligenza artificiale. Anche la Disney ha sperimentato l'intelligenza artificiale, testando a quanto pare la tecnologia deepfake per mappare digitalmente il volto di Dwayne Johnson su una controfigura per l'imminente remake live-action di Oceania.
Strumenti come Midjourney, DALL·E o Sora possono creare contenuti visivi, voci e persino concept di design completi in pochi secondi. Per le piattaforme di streaming che lottano per fidelizzare gli abbonati contro rivali come YouTube o TikTok, questa è una scorciatoia allettante. Abbassa anche la barriera all'ingresso: le startup possono ora produrre interi show da un laptop, come ha dimostrato la nuova iniziativa Showrunner di Amazon.
Ma dietro le dimostrazioni appariscenti si nasconde una rete di questioni irrisolte che potrebbero rallentare la conquista di Hollywood da parte dell'intelligenza artificiale.
