{"id":77520,"date":"2026-01-17T13:42:25","date_gmt":"2026-01-17T13:42:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pulse-z.eu\/one-year-after-the-dana-inside-paiportas-unfinished-recovery\/"},"modified":"2026-01-17T13:42:34","modified_gmt":"2026-01-17T13:42:34","slug":"un-anno-dopo-il-dana-dentro-il-recupero-incompiuto-di-paiporta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pulse-z.eu\/it\/un-anno-dopo-il-dana-dentro-il-recupero-incompiuto-di-paiporta\/","title":{"rendered":"Un anno dopo il DANA: dentro il recupero incompiuto di Paiporta"},"content":{"rendered":"\n<p>La linea arancione 7 della metropolitana si dirige verso sud, verso Valencia Sud. Quando scendiamo a Paiporta, l&#039;aria \u00e8 diversa: l&#039;odore di terra bagnata aleggia su ogni cosa.<\/p>\n<p> Mentre la metropolitana esce dal tunnel e si addentra nelle pianure di Horta Sud, il paesaggio si apre. Ma la prima cosa che si vede quando le porte si aprono non sono terreni agricoli. \u00c8 una ferita: cumuli di macerie, sacchi di materiale edile, palme spezzate sparse sul terreno dove un tempo c&#039;erano i campi. <\/p>\n<div id=\"attachment_77460\" style=\"width: 2570px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-77460\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-77460 size-full\" src=\"https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_172902-scaled.jpg\" alt=\"Detriti e palme rotte, Paiporta\" width=\"2560\" height=\"1920\" srcset=\"https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_172902-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_172902-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_172902-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_172902-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-77460\" class=\"wp-caption-text\"> Detriti e palme spezzate ai margini di Paiporta, un anno dopo l&#039;alluvione di DANA. (Foto: Valentina Jaimes)<\/p>\n<\/div>\n<p> Qui, la gente chiama Paiporta la <em>&quot;zona cero&quot;<\/em> delle inondazioni del DANA che colpirono la regione di Valencia alla fine di ottobre del 2024. In pochi minuti, l&#039;acqua inond\u00f2 strade e case al piano terra. Un anno dopo, le linee pulite di una stazione ricostruita e di una strada appena asfaltata cercano di segnalare una vita normale, ma i detriti ai bordi raccontano un&#039;altra storia: la ripresa non \u00e8 una linea retta.<\/p>\n<h2> Carrer Echegaray<\/h2>\n<p> A poche strade dalla stazione, incontro Coco, un operaio che sta riparando una facciata scrostata vicino a casa sua. Dall&#039;altra parte della strada, un cartello immobiliare \u00e8 stato coperto con lo spray rosso: &quot;S\u00e1nchez dimisi\u00f3n&quot;.<\/p>\n<p> La porta di Coco \u00e8 una lastra di metallo grigia incastonata in un muro danneggiato. Sulla porta, un messaggio sbiadito recita &quot;Est\u00e1 en venta&quot; (in vendita). Qualcuno ha aggiunto: &quot;No est\u00e1 en venta&quot; (non in vendita). Un&#039;altra mano ha risposto. I messaggi si sovrappongono finch\u00e9 una riga non torna a dominare: In vendita.<\/p>\n<p> Coco \u00e8 un inquilino e dice di essere in una controversia legale con i proprietari. &quot;Quando inizieranno i procedimenti giudiziari, mi cacceranno di casa&quot;, dice. Crede che vogliano riavere l&#039;immobile per costruirne uno nuovo. Paga 100 euro al mese e dice che non pu\u00f2 saltare una sola rata senza rischiare lo sfratto.<\/p>\n<p> Indica il risarcimento offerto: 6.000 euro per riparare una casa. &quot;Non si risolve una cosa con 6.000 euro&quot;, dice. &quot;E comunque, i proprietari si sono tenuti i soldi. Vogliono che me ne vada&quot;.<\/p>\n<p> Quando Coco apre la porta, due gatti bianchi gli corrono incontro. &quot;I miei pi\u00f9 grandi amori&quot;, dice.<\/p>\n<p> La notte del 29 ottobre 2024, Coco stava lavorando nei campi. Al suo ritorno, la Guardia Civil era fuori dal suo edificio.<\/p>\n<p> Poi cominci\u00f2 a gridare il nome del suo gatto. &quot;Luna, Luna!&quot; grid\u00f2. Luna gli rispose gridando dall&#039;interno. Luna era salita su una ruota, fradicia, aggrappandosi l\u00ec per rimanere sopra l&#039;acqua. La Guardia Civil non gli permise di entrare. Era troppo pericoloso dentro, con detriti e vetri rotti ovunque. &quot;Domani&quot;, gli dissero.<\/p>\n<p> Oggi, a distanza di un anno, le ciotole dei gatti sono piene e i loro giocattoli sono sparsi come la prova che in questa casa c&#039;\u00e8 ancora qualcosa di cui ci si prende cura.<\/p>\n<p> Tutto il resto sembra provvisorio, lasciato a met\u00e0 riparazione. Le porte sono state smontate dai cardini e appoggiate alle pareti. Il pavimento \u00e8 nudo e rossastro, non finito, e dice che il freddo sale da sotto. Non c&#039;\u00e8 una vera cucina, solo un set di fornelli. L&#039;acqua dell&#039;alluvione, dice, \u00e8 salita quasi fino al soffitto; le pareti la trasportano ancora in superfici spoglie. <\/p>\n<div id=\"attachment_77468\" style=\"width: 2570px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-77468\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-77468 size-full\" src=\"https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_175935-scaled.jpg\" alt=\"Una cucina e una sala da pranzo danneggiate, con pareti scrostate e oggetti sparsi all&#039;interno di una casa colpita dall&#039;alluvione a Paiporta.\" width=\"2560\" height=\"1920\" srcset=\"https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_175935-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_175935-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_175935-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_175935-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-77468\" class=\"wp-caption-text\"> All&#039;interno di una casa danneggiata dall&#039;alluvione a Paiporta, dove i lavori di riparazione non sono ancora terminati. (Foto: Valentina Jaimes)<\/p>\n<\/div>\n<p> Dietro l&#039;appartamento, un piccolo cortile \u00e8 solo terra. Un lenzuolo nero e un paio di jeans appesi fanno da tenda tra il cortile e la sua camera da letto. \u00c8 un confine improvvisato all&#039;interno di una casa che non ha pi\u00f9 linee solide.<\/p>\n<p> Solo il bagno sembra come se qualcuno avesse provato a ricominciare da capo. C&#039;\u00e8 un nuovo water, un nuovo lavandino e piastrelle a mosaico al posto della doccia. Ma l&#039;acqua non funziona, dice Coco, quindi si fa la doccia a casa di sua sorella.<\/p>\n<p> &quot;Tutto deve essere sistemato&quot;, dice. &quot;Ma manca qualcosa di importante: soldi, tempo&#8230; e motivazione.&quot;<\/p>\n<p> Coco ha sessant&#039;anni, fa il muratore di professione, ha la barba bianca, la voce roca e indossa ancora abiti da lavoro spolverati di vernice bianca. Poi cambia registro: ci\u00f2 che gli d\u00e0 gioia, mi dice, \u00e8 il flamenco. Tira fuori un ventaglio rosso e inizia a cantare. Ora vive solo, \u00e8 divorziato e ammette che a volte non riesce proprio a trovare la forza di finire la casa da solo. Anche se ha le competenze per farlo.<\/p>\n<p> Dopo l&#039;alluvione, racconta, i volontari di altre citt\u00e0 hanno portato quello che potevano: un frigorifero, un forno a microonde, persino uno scaldabagno che non \u00e8 ancora riuscito a installare. &quot;\u00c8 questo che mi ha fatto piangere&quot;, dice. &quot;Persone di cuore&quot;.<\/p>\n<h2> Il Casin\u00f2<\/h2>\n<p> Seguendo l&#039;odore dell&#039;acqua del fiume, raggiungo il burrone che attraversa Paiporta. Il <em>Barranco del Poyo<\/em> si apre davanti a me: ampio, esposto, quasi troppo vasto per qualcosa che attraversa una citt\u00e0 qualunque.<\/p>\n<p> Lungo il bordo, i residenti hanno legato dei tributi alle ringhiere metalliche: fiori, disegni, ghirlande e biglietti scritti a mano. Messaggi per chi non \u00e8 riuscito a tornare a casa.<\/p>\n<p> All&#039;angolo del ponte, un piccolo gruppo di uomini anziani \u00e8 seduto su sedie di plastica da bar, di fronte all&#039;ingresso chiuso dell&#039;Ateneu Musical y Mercantil, il posto che tutti chiamano <em>El Casino.<\/em><\/p>\n<p> Prima dell&#039;alluvione, mi raccontano, era qui che si riuniva la citt\u00e0: prove, concerti, incontri, feste. Sulla facciata, un orologio dipinto segna ancora il 1920, l&#039;anno della sua fondazione. <\/p>\n<div id=\"attachment_77476\" style=\"width: 2570px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-77476\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-77476 size-full\" src=\"https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_184545-scaled.jpg\" alt=\"L\u2019ingresso dell\u2019Ateneu Musical y Mercantil (\u201cEl Casino\u201d) di Paiporta, con sedie visibili all\u2019interno.\" width=\"2560\" height=\"1919\" srcset=\"https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_184545-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_184545-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_184545-1536x1151.jpg 1536w, https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_184545-2048x1535.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-77476\" class=\"wp-caption-text\"> El Casino &#8211; l&#039;Ateneu Musical y Mercantil &#8211; un tempo era un luogo d&#039;incontro chiave a Paiporta. (Foto: Valentina Jaimes)<\/p>\n<\/div>\n<p> Ora uno di loro alza le spalle: &quot;Todo est\u00e1 hecho polvo&quot; (tutto \u00e8 a pezzi). Quando parlano di ricostruzione, ripetono la stessa cosa: le promesse sono facili. Ci\u00f2 che manca \u00e8 la manodopera. Non ci sono abbastanza operai per la ricostruzione.<\/p>\n<p> Attraverso le fessure, si possono vedere i danni all&#039;interno: pietra nuda e cavi elettrici che pendono dal soffitto. E sopra, un dettaglio sopravvive ancora. Un dipinto sul soffitto raffigura persone che suonano. \u00c8 un ricordo di come era questo posto un tempo.<\/p>\n<h2> Barranco del Poyo<\/h2>\n<p> Davanti a un barbiere, due adolescenti del liceo mi raccontano ci\u00f2 che vedono ancora quando chiudono gli occhi di quei giorni: le auto. Pile di auto, schiacciate come giocattoli dopo l&#039;alluvione. Un anno dopo, sembrano quasi sorpresi dal loro stesso ottimismo. &quot;Ora sembra pi\u00f9 bella&quot;, dice uno di loro. &quot;Pi\u00f9 moderna&quot;.<\/p>\n<p> La citt\u00e0 ha dovuto sgomberare circa 13.000 veicoli incidentati. Ora il sindaco afferma che Paiporta vuole meno traffico in centro e pi\u00f9 spazi verdi.<\/p>\n<p> Sono quasi le sette di sera. Gi\u00f9 nel burrone, operai con i caschi si muovono tra camion e impalcature. Stanno ricostruendo il letto del fiume e lavorando ai supporti per un nuovo ponte.<\/p>\n<p> Ai margini del parcheggio, con la borsa della spesa in mano, un uomo si ferma a guardare. Si chiama Jos\u00e9, un residente di mezza et\u00e0 di Paiporta. Osserva i macchinari con l&#039;attenzione che si riserva a qualcosa che potrebbe proteggerci la prossima volta.<\/p>\n<p> &quot;Per ora, hanno rinforzato i lati&quot;, dice, indicando i parapetti rialzati e i margini di nuova costruzione, misure volte a contenere l&#039;acqua. Poi passa dal presente al giorno in cui tutto \u00e8 crollato. Racconta che durante la DANA, a Paiporta non pioveva nemmeno. L&#039;acqua scendeva a cascata attraverso il burrone da monte. E quando arrivava, la gente non sapeva cosa fare. Rimanere in casa? Uscire? Spostare l&#039;auto? Ricorda i vicini che cercavano di salvare i veicoli, spingendoli nei garage, come se questo potesse aggirare un&#039;alluvione che stava gi\u00e0 arrivando.<\/p>\n<p> Pi\u00f9 tardi, racconta, l&#039;acqua scese di nuovo, trascinando dietro di s\u00e9 i resti di ci\u00f2 che aveva inghiottito.<\/p>\n<p> Jos\u00e9 dice che la citt\u00e0 \u00e8 cambiata, soprattutto la gente. Molti sono rimasti psicologicamente scossi. Anche ora, quando c&#039;\u00e8 un&#039;allerta meteo arancione o rossa, l&#039;ansia si diffonde rapidamente. &quot;Quando la gente sente la pioggia&quot;, dice, &quot;si spaventa&quot;.<\/p>\n<p> Jos\u00e9 guarda indietro verso le luci nel burrone. &quot;Questi lavori costano&quot;, dice. &quot;Le infrastrutture non si fanno dall&#039;oggi al domani&quot;. Ha visto le squadre arrivare qui giorno dopo giorno per un anno, rafforzando il canale. Crede che i fondi governativi e il sostegno europeo stiano aiutando. Eppure, dice, c&#039;\u00e8 un divario tra la ricostruzione delle opere pubbliche e la riparazione dei piani terra dove effettivamente vivono le famiglie.<\/p>\n<p> Il sindaco di Paiporta ammette che, a un anno di distanza, la ricostruzione \u00e8 ancora solo al 20% circa. &quot;\u00c8 stata molto pi\u00f9 lenta di quanto vorremmo&quot;, afferma in un&#039;intervista. <\/p>\n<div id=\"attachment_77484\" style=\"width: 2570px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-77484\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-77484 size-full\" src=\"https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_185630-scaled.jpg\" alt=\"Una casa al piano terra danneggiata a Paiporta, con la facciata aperta e l&#039;interno esposto dietro le barriere.\" width=\"2560\" height=\"1921\" srcset=\"https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_185630-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_185630-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_185630-1536x1153.jpg 1536w, https:\/\/www.pulse-z.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG_20251202_185630-2048x1537.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-77484\" class=\"wp-caption-text\"> Una casa al piano terra rimasta esposta a lungo dopo il ritiro delle acque alluvionali. (Foto: Valentina Jaimes)<\/p>\n<\/div>\n<p> Le case pi\u00f9 basse sono ancora l\u00ec, con i piani terra sfondati e gli ingressi crollati verso il canale. Molte di esse sono ormai vuote. Dalla strada, si pu\u00f2 vedere direttamente stanze che un tempo erano camere da letto e soggiorni. Non ci sono pi\u00f9 mobili e non c&#039;\u00e8 pi\u00f9 privacy.<\/p>\n<p> Nelle aperture dove un tempo c&#039;erano le porte, la natura ha ricominciato a farsi sentire. Giovani alberi e rami crescono lungo i bordi, come se cercassero di sostituire ci\u00f2 che manca.<\/p>\n<p> Ma le persone che vivevano qui non ci sono pi\u00f9. Si pu\u00f2 ancora intravedere il contorno delle loro vite attraverso i muri danneggiati, come se si stesse guardando in una casa in cui non si sarebbe mai dovuto entrare. E la domanda che aleggia su Paiporta, silenziosa e senza risposta, \u00e8: dove sono ora?<\/p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La linea arancione 7 della metropolitana si dirige verso sud, verso Valencia Sud. Quando scendiamo a Paiporta, l&#039;aria \u00e8 diversa: l&#039;odore di terra bagnata aleggia su ogni cosa. 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