La vita segreta dell'arte rubata in Europa
Quattro minuti al Louvre
Era una mattina come tante altre, il 19 ottobre 2025, per il grande Museo del Louvre, che accoglieva i suoi primi visitatori come ogni altro giorno. La normalità della vita quotidiana scomparve quando, alle 9:30, quattro uomini vestiti con gilet gialli arrivarono con un carrello elevatore sulle rive della Senna. In soli quattro minuti, usarono attrezzi meccanici per tagliare la finestra della famosa Galerie d'Apollon, rompere due vetrine e rubare otto gioielli di inestimabile valore: corone, diademi e collane appartenuti a regine e imperatrici di Francia, da Maria Amelia all'imperatrice Eugenia. Fuggirono a bordo di due scooter, sfidando il tempo e le autorità lungo il fiume, lasciandosi alle spalle una corona distrutta e tracce di carburante: scene che ricordavano più una rapina cinematografica che la realtà.
I ladrihanno utilizzato una smerigliatrice angolare e una fiamma ossidrica, mentre guanti, walkie-talkie e benzina sono stati trovati all'esterno del museo, abbandonati accanto al camion che li ha sollevati fino al balcone della sala. La polizia ha trovato la tiara di Eugenia, con 1.354 diamanti e 56 smeraldi, caduta e danneggiata. Per gli investigatori, il metodo e la determinazione degli autori ricordano la rapina alla Volta Verde di Dresda (2019), quando i membri della famiglia Remmo hanno rubato gioielli per un valore di 113 milioni di euro, confermando che si tratta di un modello criminale europeo con base organizzata. La rapina ha evidenziato problemi di sicurezza, come la scarsa sicurezza del sistema di accesso tramite telecamere e le debolezze delle strutture, con una delle tre stanze dell'ala priva di telecamere nonostante il sistema di allarme locale fosse fuori uso. Quel giorno, nonostante l'attivazione del sistema di sicurezza generale, che ha concesso il tempo necessario per l'evacuazione, è diventato chiaro che si trattava di un attacco al ventre molle della civiltà e della democrazia.
