Nel luogo in cui Gaza non assomiglia più a ciò che era un tempo, sta prendendo forma un nuovo esperimento geopolitico. Non si tratta semplicemente di una missione di peacekeeping, né di un classico intervento umanitario; questo luogo diventerà un banco di prova per una complessa architettura di controllo internazionale, in cui forze militari, nuove istituzioni e stati europei coesistono in un meccanismo di potere di transizione, con l'Europa in una posizione paradossale, presente sul campo ma esitante sulla legittimità istituzionale di questo nuovo sistema.
Il fondamento di questo meccanismo è la Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che approva un piano globale per porre fine al conflitto e autorizza la creazione di una Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF) temporanea a Gaza. Questa forza ha una chiara dimensione militare nel quadro della smilitarizzazione della Striscia di Gaza, del completo disarmo delle forze armate non statali e di Hamas stessa. Allo stesso tempo, garantisce la protezione dei civili e l'addestramento di nuove forze di sicurezza palestinesi, cooperando con Israele ed Egitto per il controllo dei confini e il mantenimento della stabilità.
