Ai microfoni di Fanpage.it Nicola Procaccini, il co-presidente del gruppo dei Conservatori (Ecr) al Parlamento europeo in quota Fratelli d’Italia, ha parlato delle posizioni di Trump, delle parole di Musk e della situazione in Ucraina, tra le altre cose. Lo ha fatto a margine degli “Ecr Study Days”, quattro giorni di seminari organizzati dai Conservatori Europei per discutere i temi al centro del dibattito in Ue.
Ci dice ciò che già sapevamo, ovvero che l’Unione europea sta attraversando una fase di crisi, che è il frutto di un calo demografico vertiginoso, una immigrazione di massa che si fatica a controllare e gestire, e questo porta naturalmente ad uno snaturamento della sua essenza.
Non c’è alcuna invocazione di una disgregazione europea. Anzi, si invoca un rafforzamento dell’Unione europea. Un rafforzamento anche sul piano della difesa. Sono considerazioni persino ovvie, che non mi creano alcun imbarazzo. Naturalmente sono scritte con un linguaggio a volte brusco, ma in cui non percepisco nulla di sbagliato.
Però in quel documento si mettono gli Stati europei quasi quasi davanti a un bivio: o continuate su questa china – si dice – con istituzioni sovranazionali antidemocratiche che reprimono la libertà di pensiero, o coltivate un rapporto diretto con gli Stati Uniti. È un bivio davanti a cui anche il governo italiano si trova, o no?
C’è un passaggio, in quel documento, che secondo me è particolarmente significativo. C’è scritto che l’Unione europea è “vitale” per gli Stati Uniti d’America, dal punto di vista culturale e strategico. Credo che sia un riconoscimento dell’importanza, della solidità di questo rapporto. Per avere un rapporto serve, naturalmente, anche evitare di mettersi le dita negli occhi a vicenda, come purtroppo qualcheduno sembra avere la tentazione di fare.
Che effetto fa, a un membro di un partito che dice di essere patriottico, sentire Elon Musk che paragona l’Europa al Quarto Reich, dice che in Europa non c’è libertà d’espressione perché si è data una multa a una piattaforma che ha violato delle norme votate dai partiti europei (compreso il vostro, fra l’altro)?
Naturalmente sono parole che non condivido, però capisco anche il moto di rabbia che c’è dietro quelle parole. È vero che l’Unione europea si è dotata di strumenti che in qualche modo abbiamo tutti condiviso, ma attenzione a come vengono usati questi strumenti. Perché se servono per combattere politicamente dei soggetti ridotti a degli avversari, snaturano il motivo per cui esistono quegli strumenti.